Marmore

Foto di Giorgio Cecilia

L’attuale paese di Marmore, che dà il nome all’omonima Cascata, nasce nella seconda metà del XIX secolo attorno alla Chiesa di Santa Gertrude e alla nuova stazione ferroviaria.

Il paese, attraversato dal fiume Velino, si trova oggi alla fine della Piana di Rieti, in corrispondenza delle Marmore, uno stretto varco tra le montagne che separano appunto la Piana di Rieti dalla Valnerina.

Marmore non è solo il paese da cui prende il nome la Cascata più alta d’Europa, ma un luogo ricco di storia e di musei anche a cielo aperto.

Sono infatti molti i luoghi entrati nel cuore dei turisti e dei ternani: il Parco Campacci, i sentieri, le dighe, i canali, i punti d’osservazione dei grandi artisti del passato in visita alla Cascata nei secoli scorsi e molto altro.

Il paese è oggi anche punto di passaggio di importanti infrastrutture come la ex SS79, collegamento stradale storico tra Terni e Rieti, o la stazione ferroviaria di Marmore, tutt’ora in funzione sulla tratta Terni-Rieti-L’Aquila-Sulmona.

Personalità legate a Marmore

Al paese di Marmore sono legate diverse persone, note in settori come l’architettura, il motociclismo e la pittura. Si ricordano in particolare:

Libero Liberati

Monumento a Libero Liberati presso il Parco Campacci-Liberati di Marmore

Libero Liberati nacque a Terni nel 1926. Autista delle acciaierie ternane, iniziò a competere nel motociclismo in gare nazionali subito dopo il termine della seconda guerra mondiale. In carriera ottenne 4 vittorie nel 1947, altrettante nel 1948, 1 nel 1949 e 2 vittorie rispettivamente negli anni 1951, 1952, 1953 e 1954. Vinse inoltre il Campionato Italiano nel 1955 e nel 1956. Nel 1961 partecipò a 5 gare del campionato italiano seniores e internazionali, sfiorando il titolo italiano della 500.

Nel 1962, dopo un periodo di stop, la Gilera ritornò alle competizioni. Mentre si sottoponeva ad un allenamento sulla SS209 Valnerina, Liberati scivolò sull’asfalto bagnato all’altezza della curva di Cervara, urtando la parete rocciosa. Inutili, purtroppo, furono i tentativi di salvargli la vita. Tutta la città di Terni e il comprensorio lo ricordano ancora oggi con affetto.

Nella foto il monumento dedicato a Liberati presente all’interno del Parco Campacci, dal 2012 Parco Campacci – Libero Liberati.

Mario Ridolfi

Particolare di Casa Lina di Mario Ridolfi a Marmore

Mario Ridolfi nacque a Roma il 5 maggio 1904. Ultimo di cinque figli, dopo aver lavorato dal 1918 al 1923 come dattilografo e come disegnatore, si iscrisse alla scuola di architettura di Roma.

Tra i suoi colleghi di studi frequentò in particolare Mario Fagiolo e Adalberto Libera, assieme ai quali partecipò a diversi concorsi. Nel 1929 si laureò con un progetto per una colonia marina a Castelfusano. Nel 1933 iniziò a collaborare con Wolfgang Frankl.

Si ritirò a Marmore intorno al 1970. Nonostante una progressiva perdita della vista continuò a lavorare creando quello che viene definito come il “Ciclo delle Marmore”. Si è ucciso gettandosi nel lago di Piediluco nel 1984.

Nella foto un particolare di Casa Lina, l’abitazione progettata e realizzata a Marmore dall’architetto Ridolfi intorno agli anni 1963-1967.

Carlo Montarsolo

Autoritratto di Carlo Montarsolo

Nel 2021, grazie agli studi di Christian Armadori e Sheila Santilli, è stato possibile riscoprire la figura di Carlo Montarsolo, uno dei più noti esponenti italiani della pittura del dopoguerra, nato a Marmore nel 1922. Vi riproponiamo, di seguito, alcune informazioni sulla sua vita:

Carlo Montarsolo nacque a Marmore il 29 maggio 1921. Suo padre Ugo si era trasferito con la moglie Gemma a Terni per lavorare alle acciaierie come contabile. Si ritiene che la famiglia Montarsolo rimase a Marmore solo per un breve periodo.

Carlo Montarsolo si avvicinò alla pittura giovanissimo, vincendo già all’età di 15 anni il premio Ludi Yuvenilis. Laureatosi in Economia e Commercio alla Federico II di Napoli, intraprese successivamente una carriera nell’Aeronautica.

Presente a tutte le edizioni della Quadriennale di Roma dal 1951 al 1973, partecipò anche a mostre a Melbourne, New York e Sydney. Per i suoi meriti artistici e culturali, nel 1968 fu insignito dal Capo dello Stato della Commenda al merito artistico della Repubblica. Ha inoltre esposto in gallerie di tutto il mondo, spesso invitato dagli Istituti Italiani di Cultura. Nel 1996 fu premiato con il Sileno d’Oro, già assegnato anche a Renato Guttuso. E’ deceduto nel 2005 a Monte Compatri (Roma).

Nella foto l’autoritratto realizzato da Carlo Montarsolo e pubblicato sul sito dell’omonima Fondazione, che vi invitiamo a visitare per conoscere meglio la storia di questo importante personaggio nel settore della pittura.

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