Personalità illustri
Foto di Giorgio Cecilia
Marmore non è solo bellezza naturale e paesaggi mozzafiato: è anche la culla di talenti e personalità che hanno lasciato un segno nel cuore della nostra comunità e oltre. Da campioni dello sport a protagonisti dell’arte e della cultura, queste figure raccontano passione, coraggio e creatività, e rappresentano l’anima viva del nostro territorio.
Libero Liberati
Libero Liberati nel 1957 (Pubblico dominio, Collegamento)
Libero Liberati nacque a Terni nel 1926. Autista delle acciaierie ternane, iniziò a gareggiare nel motociclismo subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, distinguendosi per coraggio, velocità e determinazione.
Nel 1957 vinse il titolo mondiale nella classe 50 cc, trionfando in 4 gare tra cui Monza, dove si laureò campione del mondo su Gilera n.4. Durante la sua carriera ottenne numerose vittorie nel campionato italiano, conquistando anche il titolo nazionale nel 1955 e nel 1956.
Dopo un periodo di stop, nel 1962 Liberati rimase tragicamente vittima di un incidente durante un allenamento sulla SS209 Valnerina. In suo ricordo, nel 2012 il Parco Campacci a Marmore è stato intitolato Parco Campacci-Libero Liberati.
Mario Ridolfi

Ridolfi al suo tavolo di lavoro a “Casa Lina”, Marmore, 1982. © Roma, Accademia Nazionale di San Luca.
Mario Ridolfi nacque a Roma nel 1904. Ultimo di cinque figli, dopo aver frequentato le scuole inferiori e il Museo artistico industriale si laureò alla scuola di architettura di Roma nel 1929 con un progetto per una colonia marina a Castelfusano con la votazione di 105/110.
Tra i suoi colleghi di studi frequentò in particolare Mario Fagiolo e Adalberto Libera, assieme ai quali partecipò, negli anni tra il 1925 e il 1933 a diversi concorsi.
Nel 1933 iniziò inoltre a collaborare con Wolfgang Frankl, insieme al quale realizzò diverse opere, tra cui l’Istituto Tecnico Antonio Bordoni a Pavia e, nel dopoguerra, le Torri INA a Roma e l’asilo d’infanzia Olivetti a Ivrea.
Negli anni del conflitto bellico si impegnò anche in ricerche dedicate al progetto e alle tecniche costruttive, che riportò all’interno del “Manuale dell’architetto” (1945-1946).
Fu inoltre esponente della corrente del neorealismo architettonico e nella sua carriera ottenne diversi premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Presidente della Repubblica per l’architettura dell’anno 1963, ricevuto direttamente dalle mani del Presidente Antonio Segni nelle sale di Palazzo Carpegna, sede dell’Accademia Nazionale di San Luca, il 16 aprile 1964.
Nel 1931 sposò Adele “Lina” Caffoni, con la quale ebbe quattro figli: Massimo, Fabio, Stefano e Furio. Alla moglie dedicò la casa-studio di Marmore, che ha dato il nome anche alla via dove si trova ancora oggi l’abitazione.
Qui si ritirò intorno al 1970 dopo un incidente stradale e la morte dell’amata consorte. Nonostante una progressiva perdita della vista e una serie di operazioni che non gli restituirono la completa funzionalità delle gambe, continuò a lavorare creando quello che viene definito come il “Ciclo delle Marmore”, ovvero una serie di progetti e realizzazioni per amici e conoscenti. Morì suicida nel 1984.
La fotografia che ritrae Mario Ridolfi al suo tavolo di lavoro all’interno di “Casa Lina”di Marmore nel 1982. è stata gentilmente concessa dall’Accademia Nazionale di San Luca che conserva l’archivio dei progetti dell’architetto, www.fondoridolfi.org.
Il sito raccoglie la documentazione relativa alla attività professionale di Ridolfi e del suo studio, svolta nell’arco di circa 60 anni (1923-1984). Ringraziamo l ’Accademia Nazionale di San Luca per la disponibilità e l’attenzione che ci hanno voluto dedicare nel fornire alcune delle informazioni sopra riportate a proposito dell’architetto Ridolfi, figura ancora oggi ricordata con affetto dalla nostra comunità.
Carlo Montarsolo

Carlo Montarsolo, Autoritratto giovanile, olio su legno, 60x40cm, 1946
Carlo Montarsolo (1922-2005) è nato a Marmore e cresciuto a Portici (Napoli), dove dipinse dall’età di 16 anni ispirato dalla natura circostante, tra il vulcano Vesuvio ed il mare Mediterraneo. Dopo la laurea in Economia e Commercio all’Università Federico II di Napoli, divenne Ufficiale dell’Aeronautica Militare.
Autodidatta, inizialmente fu impressionista riproducendo paesaggi della zona vesuviana. Nelle prime opere parte da un radicale rifiuto della pittura napoletana ottocentesca (la Scuola di Posillipo) per aderire invece al Post-impressionismo e alla pittura Fauve, ma anche al richiamo della natura del paesaggio vesuviano e alla riviera partenopea, dove ha lo studio. Sin dai primi anni Quaranta è presente sulla scena artistica nazionale e internazionale, segnalato da critici e studiosi d’arte come Argan, Brandi, Bucarelli, Valsecchi, Venturoli.
Fu sempre aperto a nuove sperimentazioni pur restando fedele alla tradizione e negli anni Sessanta portò a Napoli il cubismo analitico, peculiarità delle opere mature. Il suo personalissimo uso di una tecnica pittorica dove viene esaltato il dato cromatico come fattore luministico ha fatto di lui uno dei più interessanti artisti della pittura italiana astratta del dopoguerra.
Durante la sua carriera partecipò alla Biennale di Venezia (1959) e vinse numerosi premi tra gli anni Sessanta e Settanta. Presente a tutte le Quadriennali d’Arte a Roma e alla Biennale Internazionale d’Arte del Mediterraneo che lo nominò a rappresentare l’Italia a Melbourne, Sidney e New York. I suoi dipinti sono tutt’oggi ammirati in prestigiose collezioni museali in Italia e nel mondo.
Non soltanto pittore, ma appassionato divulgatore d’arte: dal 1975 fu invitato dagli Istituti Italiani di Cultura in America e in Europa a presentare le sue opere e a trattenere conferenze e seminari sull’arte contemporanea. Suo il libro-vademecum Un artista racconta l’arte (2002).
Attraverso l’Associazione Montarsolo il figlio Federico continua a diffondere l’eredità del padre, curando le retrospettive sul suo lavoro tenutesi di recente presso importanti istituzioni e Musei (Accademia Aeronautica di Pozzuoli, Museo Nazionale del Montenegro, Camec La Spezia, Istituto Italiano di Cultura San Francisco, Castel dell’Ovo di Napoli, Reggia di Portici, Galleria Nationale d’Arte Moderna in Armenia, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma).
Tutte le informazioni e la foto dell’autoritratto sono stati gentilmente forniti alla Pro Loco Marmore dall’ Associazione Carlo Montorsolo. Ringraziamo il presidente, Dott. Federico Romanelli Montarsolo, per la disponibilità e l’attenzione che ci hanno voluto dedicare nel fornire tutte le informazioni sopra riportate a proposito del padre.
Ultimo aggiornamento
29 Marzo 2026, 17:17
Pro Loco Marmore